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venerdì 8 luglio 2016

ADDIO REFLUSSO GASTRICO CON LA CORRETTA ALIMENTAZIONE

Uno stile di vita sano e corretto è fondamentale per aiutare a ridurre e controllare i sintomi del reflusso gastrico. Mettere k.o. il reflusso gastrico si può  con la riprogrammazione intestinale, eliminando il meteorismo. 
Ristabilire una corretta flora batterica nell'intestino aiuta a riequilibrare anche la flora batterica dello stomaco, riducendo la secrezione acida che può risalire nell'esofago. Non meno importante è la ripartizione dei pasti nella giornata: consumare regolarmente 4-5 pasti leggeri, anzicché 2-3 più abbondanti, masticando con molta calma. Gli alimenti che favoriscono il reflusso sono quelli che ritardano lo svuotamento gastrico o che aumentano la secrezione e la pressione intragastrica accentuando la possibilità di risalita del contenuto acido dello stomaco. 
Tra questi cibi troviamo: 
- fritti
- formaggi stagionati
- insaccati e carni grasse
- prodotti di pasticceria, cacao
- alimenti acidi
- the, caffè, bibite gassate e alcolici
- spezie e aromi irritanti (menta, pepe, paprica, peperoncino, noce moscata o curry) .

Gli alimenti amici che contrastano il reflusso sono tutti i cibi alcalini, che vanno a contrastare e tamponare efficacemente l'acidità
Ok a cereali, alimenti di derivazione vegetale, carote, cavoli, piselli, fagioli, mele o banane.
Tra le opportunità di scelta alimentare rientrano anche le proteine animali di facile digeribilità, quali carni bianche e pesce bianco. Attenzione anche all'acqua che si beve. Preferire acque bicarbonate ( bicarbonati >600mg/l) a digiuno o ai pasti.
Le acque solfate come quelle effervescenti, sono mal tollerate dai pazienti con reflusso.
 
 

martedì 5 luglio 2016

LA DIETA ANTI-DIABETE E' MEDITERRANEA


La dieta mediterranea non è solo cardioprotettiva, è anche anti-infiammatoria e ringiovanisce le arterie favorendo il ricambio delle cellule che le rivestono internamente.
Nella gestione del diabete si parla di vera è propria terapia, o meglio di dietoterapia. Questo vuol dire modificare le abitudini alimentari, adottando scelte adeguate dei nutrienti in termini qualitativi e quantitativi, integrandole con cambiamenti dello stile di vita e promozione dell’attività fisica
Qualunque sia il tipo di diabete e il trattamento farmacologico prescritto, la persona con diabete deve assumere alimenti simili, per composizione e quantità, a quelli consigliati alla popolazione generale per mantenere un buono stato di salute: la dieta deve essere equilibrata.
Per domare la glicemia evitando picchi dopo i pasti è consigliato invertire l'ordine delle portate, mentre i più conservatori potranno cominciare con un antipasto 'carbo-free' (qualche scaglia di grana o un'entrée a base di uova sode) e, solo dopo, passare allo spaghetto. 
Iniziare con un antipasto a base di proteine e lipidi migliora sensibilmente la tolleranza a un successivo pasto ricco di glucidi.  
Il pasto ideale per un diabetico è pasta e fagioli o pasta e ceci. Importantissima la fibra, che fa assorbire meno grassi e zuccheri e fa rallentare lo svuotamento gastrico: quindi alimenti integrali e verdura a foglia, come bieta, spinaci, radicchio, cicoria; ortaggi a radice, come carote, rape e barbabietole, ma anche carciofi e pomodori.
Evitare i picchi iperglicemici della prima o seconda ora dopo i pasti perchè danneggiano i vasi con un meccanismo di stress ossidativo e infiammazione. 

(Fonte Congresso nazionale della Società italiana di diabetologia di Rimini)

mercoledì 29 giugno 2016

DIETA NELLA STEATOSI EPATICA

La steatosi epatica è una condizione patologica conseguente a un disequilibrio tra le diverse vie metaboliche coinvolte nella sintesi, degradazione e secrezione dei lipidi dal fegato. 
Attualmente, circa il 10-35% della popolazione mondiale è affetto da questa patologia. Nella maggior parte dei pazienti, na condizione tale si manifesta in concomitanza ad insulino-resistenza, diabete tipo 2, obesità o dislipidemie e altri disordini metabolici. La severità di questa patologia può variare dalla semplice asintomatica steatosi, alla più grave forma in grado di indurre fibrosi o cirrosi.

Nell'insorgenza del fegato grasso, oltre alla mobilizzazione degli acidi grassi liberi dal tessuto adiposo, un ruolo importante lo riveste la lipogenesi epatica sia nella patogenesi che nella progressione della malattia.
La sintesi dei lipidi è strettamente regolata da molti fattori nutrizionali, come la composizione in acidi grassi della dieta. Gli acidi grassi che si accumulano a livello epatico possono derivare dalla lipolisi dei trigliceridi nel tessuto adiposo o dalla dieta stessa.

Pertanto, è possibile modulare il metabolismo lipidico intervenendo sull'alimentazione, spesso associata ad abitudini e stili di vita errati.

Il primo consiglio alimentare che si può dare è quello di:

1. assumere una bassa quantità di grassi (specie se saturi e idrogenati) e zuccheri semplici.
2. Limitare l'assunzione di carni rosse: secondo le nuove regole della piramide alimentare, la carne rossa deve essere assunta con moderazione.  
3. Ci sono degli alimenti che hanno degli effetti epatoprotettivi: broccoli, lattuga, peperoni verdi, piselli, tè verde contengono infatti alcune sostanze che li rendono buoni per la protezione della salute cellulare, anche e soprattutto degli epatociti.

4. Il caffè sembra essere un alimento amico del fegato (tre tazzine di caffè al dì).  Lo stesso può essere detto per l'olio d'oliva, il cui consumo è consigliato a crudo, attenendosi a dosi ragionevoli (due cucchiai a pasto).

Un altro consiglio alimentare molto utile è quello di frazionare i pasti: meglio poco e spesso più che tanto in pochi momenti e non dovrebbero mai mancare frutta e verdura, preferibilmente crude.