Visualizzazione post con etichetta controllarefame. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta controllarefame. Mostra tutti i post

lunedì 4 luglio 2016

MELONE GIALLO OTTIMO A COLAZIONE

Il melone contiene una percentuale elevata d'acqua, regala una sensazione di freschezza e di sollievo dalla calura estiva. E' utile per depurare i reni e contro il bruciore di stomaco. Ricco di vitamine (C, A e B), sali minerali e di carotenoidi.
E' una fonte naturale di energia, non soltanto per il suo contenuto di zuccheri naturali, ma anche per il suo apporto di vitamina B
Il melone contiene anche un agente anticoagulante, che rende il sangue maggiormente fluido, riducendo il rischio di infarto e ictus.
Allora sbizzarritevi a consumarlo crudo, come antipasto, come dessert in macedonie e frullati, a colazione o a merenda  Ottimo anche nei risotti.


mercoledì 29 giugno 2016

DIETA NELLA STEATOSI EPATICA

La steatosi epatica è una condizione patologica conseguente a un disequilibrio tra le diverse vie metaboliche coinvolte nella sintesi, degradazione e secrezione dei lipidi dal fegato. 
Attualmente, circa il 10-35% della popolazione mondiale è affetto da questa patologia. Nella maggior parte dei pazienti, na condizione tale si manifesta in concomitanza ad insulino-resistenza, diabete tipo 2, obesità o dislipidemie e altri disordini metabolici. La severità di questa patologia può variare dalla semplice asintomatica steatosi, alla più grave forma in grado di indurre fibrosi o cirrosi.

Nell'insorgenza del fegato grasso, oltre alla mobilizzazione degli acidi grassi liberi dal tessuto adiposo, un ruolo importante lo riveste la lipogenesi epatica sia nella patogenesi che nella progressione della malattia.
La sintesi dei lipidi è strettamente regolata da molti fattori nutrizionali, come la composizione in acidi grassi della dieta. Gli acidi grassi che si accumulano a livello epatico possono derivare dalla lipolisi dei trigliceridi nel tessuto adiposo o dalla dieta stessa.

Pertanto, è possibile modulare il metabolismo lipidico intervenendo sull'alimentazione, spesso associata ad abitudini e stili di vita errati.

Il primo consiglio alimentare che si può dare è quello di:

1. assumere una bassa quantità di grassi (specie se saturi e idrogenati) e zuccheri semplici.
2. Limitare l'assunzione di carni rosse: secondo le nuove regole della piramide alimentare, la carne rossa deve essere assunta con moderazione.  
3. Ci sono degli alimenti che hanno degli effetti epatoprotettivi: broccoli, lattuga, peperoni verdi, piselli, tè verde contengono infatti alcune sostanze che li rendono buoni per la protezione della salute cellulare, anche e soprattutto degli epatociti.

4. Il caffè sembra essere un alimento amico del fegato (tre tazzine di caffè al dì).  Lo stesso può essere detto per l'olio d'oliva, il cui consumo è consigliato a crudo, attenendosi a dosi ragionevoli (due cucchiai a pasto).

Un altro consiglio alimentare molto utile è quello di frazionare i pasti: meglio poco e spesso più che tanto in pochi momenti e non dovrebbero mai mancare frutta e verdura, preferibilmente crude.



martedì 28 giugno 2016

Il Nutrizionista consiglia: CENA PER STASERA


STASERA VI CONSIGLIO UN MENU LEGGERO E GUSTOSO PER IL NOSTRO PALATO




                       

  Pesce spada al forno con pomodorini e olive nere




Contorno di Carote in agrodolce con pinoli e uvetta

mercoledì 22 giugno 2016

Diete Fast presentazione

Le diete, specialmente quelle drastiche, generalmente non funzionano... perché sono una prescrizione che pretende di modificare un comportamento complesso come quello alimentare, senza considerare pensieri, abitudini di vita, gusti, emozioni, resistenze psicologiche e motivazioni personali.
Il paziente è, dunque, chiamato unicamente ad applicare passivamente le indicazioni alimentari dell’esperto, a cui delega la propria salute, sviluppando di riflesso atteggiamenti di chiusura e resistenza.


È chiaro che un simile approccio non può che rivelarsi inefficace sul lungo periodo.

Le infrazioni alla regola imposta generano sensi di colpa e frustrazioni e l’incapacità di osservarne le rigide prescrizioni, per lungo tempo, induce un senso di fallimento in pazienti spesso già afflitti dal peso della patologia di cui soffrono. Si profila, quindi, la necessità di un percorso non meramente prescrittivo, fondato sul coinvolgimento attivo della persona/cliente.

I nostri obiettivi?

Fornire informazioni e orientamento sulle nuove conoscenze nel campo della nutrizione e dell’alimentazione

Imparare a controllare gli stimoli che portano a mangiare in eccesso (es. fare la spesa, riporre il cibo, cucinare, gestire situazioni difficili quali cene al ristorante, a casa di amici, matrimoni, ecc…).

• Imparare a gestire efficacemente le proprie emozioni in rapporto al cibo

• Facilitare l’avvicinamento alla pratica sportiva da parte di quelle persone che spesso ne rimangono lontane

• Scoprire il piacere della convivialità a tavola mangiando di tutto un po’ senza perdersi nel labirinto delle diete.