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lunedì 5 settembre 2016

GLI EFFETTI DELLA VITAMINA D SULLE OSSA, DIABETE & SULLA LINEA

Nel nostro organismo la vitamina D svolge un ruolo essenziale per l’assorbimento del calcio e del fosfato da parte dell’intestino, così come la loro integrazione nelle ossa. Nelle persone meno giovani, la vitamina D consente di ridurre il rischio di processi di riassorbimento osseo e di osteoporosi. Diminuisce così il rischio di cadute e di fratture a causa di “ossa deboli”. Secondo studi recenti, la vitamina D non è solo un regolatore del metabolismo muscolo-scheletrico, ma gioca altresì un ruolo importante nella prevenzione di malattie del sistema autoimmune, di tumori, di malattie infettive, di malattie cardiovascolari e del diabete. Circa l’80% della quantità di vitamina D necessaria al nostro organismo ce la regala il sole, mentre il restante 20% viene introdotto con la dieta e, se necessario, con gli integratori. La pelle sfrutta i raggi solari per produrre la vitamina D (sintesi endogena). Quest’ultima, per poter svolgere la propria funzione nell’organismo, deve venire attivata nel fegato e nel rene. 
In estate il sole è così intenso che anche una debole esposizione permette di produrne la quantità necessaria (circa 20 minuti di esposizione del viso e delle mani). Il problema sorge durante i mesi invernali. In questo periodo dell’anno infatti, l’irradiamento solare è troppo debole per consentire alla pelle umana di sintetizzare quantità sufficienti di vitamina D, mentre quella accumulata nel periodo estivo non è sufficiente per coprire il fabbisogno fino alla primavera. Questo può quindi condurre a una mancanza di vitamina D durante questo periodo dell’anno.
Una dieta senza alimenti arricchiti, integratori alimentari o supplementi vitaminici non è in grado di compensare la mancanza di vitamina D dei mesi invernali.
Per fare il pieno di questa vitamina e beneficiare del suo effetto dimagrante, devi inserire nell’alimentazione i cibi che la contengono maggiormente: la trovi negli alimenti di origine animale, come le uova, i latticini e il pesce (in particolare aringhe, tonno, sgombro, cernia, pesce spada e acciughe, salmone selvaggio, caviale e bottarga), meglio se non d’allevamento, perché contengono una quantità maggiore di nutrienti. Nei vegetali, invece, la vitamina D è poco presente: quelli che ne contengono di più sono i funghi - in particolare i porcini -, la frutta secca, le verdure a foglia verde e i fagioli.
Carenza di vitamina D. Secondo gli esperti, in seguito a un’esposizione solare limitata, a un ampio uso delle protezioni solari (una crema solare con un indice di 30 riduce la sintesi di oltre il 95%), al carattere stagionale dell’insolazione e una dieta povera di alimenti ricchi di vitamina D, molte persone, specialmente quelle più anziane e quelle che non si espongono sufficientemente ai raggi solari, necessitano di un apporto di vitamina di carattere farmacologico, con supplementi vitaminici.
È importante segnalare come il rapporto “rischio / beneficio” tra l’esposizione al sole senza protezione e il tempo richiesto per la sintesi della vitamina D non sia ancora stato chiaramente definito. Tuttavia, molti esperti considerano ragionevolmente sicura un’esposizione giornaliera di braccia e gambe variabile tra i 5 e i 30 minuti a seconda del tipo di pelle (le pelli scure richiedono infatti un’esposizione prolungata).
Oltre ai fattori sopraccitati, vi sono anche alcune condizioni mediche che predispongono a mancanza di vitamina D, come ad esempio l’obesità. Essendo, infatti, la vitamina D un elemento liposolubile, essa viene maggiormente immagazzina nel tessuto adiposo. Di conseguenza, più una persona sarà sovrappeso e più importante sarà la quantità di vitamina D immagazzinata nei suoi tessuti adiposi, a scapito di quella disponibile per il resto dell’organismo. L’età è un altro fattore di rischio per una carenza di vitamina D: la pelle con l’avanzare degli anni ha una ridotta capacità di sintesi endogena di vitamina D. L’assunzione di alcuni medicamenti (ad esempio per abbassare il colesterolo, il cortisone, gli antiepilettici) e determinate malattie (epatiche, infiammatorie come la celiachia o il morbo di Crohn) possono inoltre predisporre ad una mancanza di vitamina D.
 
Una grave carenza di vitamina D nei bambini può causare il rachitismo, il quale si manifesta sotto forma di deformazioni dello scheletro dovute a difetti della mineralizzazione delle ossa (riduzione della fissazione del calcio e del fosfato nelle ossa). In età adulta invece, una grave carenza di vitamina D causa l’osteomalacia (rammollimento delle ossa). Una mancanza di vitamina D può inoltre condurre a un maggior riassorbimento osseo dovuto a un ricambio osseo accelerato, favorendo così lo sviluppo dell’osteoporosi (fragilità ossea). Questo avviene in quanto, se confrontato a una carenza di vitamina D, l’organismo è incapacitato ad assorbire una quantità di calcio sufficiente in provenienza dall’intestino ed è obbligato a compensare aumentando la liberazione di calcio immagazzinato nelle ossa stesse (in caso di mancanza di vitamina D viene infatti stimolato l’ormone PTH che aumenta il riassorbimento osseo portando alla liberazione di calcio dalle ossa nel sangue).

Vitamina D e diabete. Una mancanza di vitamina D predispone gli individui a sviluppare sia un diabete di tipo 1 (insulino-dipendente) che di tipo 2 (non-insulino-dipendente). Quest’importante vitamina sarebbe infatti in grado di interagire con dei recettori presenti nelle cellule beta del pancreas e del sistema immunitario, proteggendo così gli individui dal possibile sviluppo di un diabete mellito. È stato inoltre dimostrato che una carenza di vitamina D può diminuire la sintesi e la secrezione di insulina nell’uomo, predisponendolo in questo modo a sviluppare un diabete di tipo 2. Oltre a ciò, studi epidemiologici suggeriscono l’esistenza di un legame tra la carenza di vitamina D nei primi anni di vita e la successiva insorgenza di diabete di tipo 1 in età adulta. Esperimenti condotti su topi diabetici non obesi hanno infatti dimostrato che dosi farmacologiche di vitamina D ritardano l’insorgenza del diabete, soprattutto attraverso la modulazione del sistema immunitario. Il diabete di tipo 1 è infatti una malattia autoimmune in cui le cellule del sistema immunitario attaccano le cellule del pancreas diminuendo la produzione di insulina. Una mancanza di vitamina D può quindi essere coinvolta nella patogenesi di entrambe le forme di diabete, e una migliore comprensione dei meccanismi coinvolti potrebbe portare allo sviluppo di nuove strategie preventive.

Gli effetti dimagranti della vitamina D. Ecco, in sintesi, come la vitamina D può aiutare a recuperare o mantenere il peso forma:
  • Regola la produzione della leptina, ormone che dà il senso di sazietà
  • Migliora il tono dell’umore stimolando la dopamina, la serotonina e le endorfine, che apportano una sensazione di armonia e benessere e riduce l’appetito compulsivo
  • Aumenta i livelli di testosterone e di conseguenza la tonicità muscolare 
  • Riduce le citochine, sostanze responsabili dell’infiammazione che determinano anche un aumento degli adipociti (cellule grasse)
 (fonte: http://www.giornale-diabetici.ch)

mercoledì 31 agosto 2016

CAPPERI: BENEFICI PER OSSA E ALLERGIE

Vengono coltivati nelle fessure dei muri e tra le pietre, dove è più semplice che i semi attecchiscano. Il cappero ama i terreni pietrosi-argillosi e una temperatura mite o calda. Quelli che noi consumiamo come capperi sono in realtà i boccioli immaturi di questo arbusto che, oltre ad avere un sapore straordinario, possiedono qualità curative davvero inaspettate.
Contengono una dose consistente di quercetina, un antiossidante protettivo del sistema circolatorio ed efficace contro varici, emorroidi e gotta. Inoltre, i capperi racchiudono dei principi attivi che mitigano l’azione degli allergeni di varia natura (polline, polvere, agenti chimici). Facilmente digeribili, stimolano l’appetito e sono ricchi di vitamine (A, C, gruppo B) e sali minerali. In più hanno poche calorie e la preziosa qualità di aromatizzare anche i piatti più delicati.
Oltre a fornire all’organismo vitamine e antiossidanti, i capperi sembrano avere anche un effetto protettivo sulle cellule che formano le cartilagini e sarebbero un ottimo integratore naturale per gli sportivi, per le donne in menopausa, per gli anziani e per chi in genere soffre di un deterioramento del tessuto cartilagineo. Allo stesso tempo, è attribuito ai capperi un forte potere antinfiammatorio dovuto alla presenza di flavonoidi come la quercetina e il kaempferol, un flavonoide che è stato chimicamente isolato anche nei broccoli, nel tè verde, nell’uva e nei cavoli.
Un ottimo piatto fresco veloce ed estivo è insalata di patate con rucola e capperi, per renderla più sostanziosa si può aggiungere del tonno in scatola e salmone!!

E buon appetito!

martedì 16 agosto 2016

L'ACETO DI MELE : DEPURA,DISINFIAMMA E TONIFICA LO STOMACO



Sembra che già Ippocrate, precursore dell’arte medica, ne facesse uso e lo consigliasse ai suoi pazienti per numerosi disturbi. L’aceto di mele è un potente depurativo, alcalinizzante e tonificante. Contrasta l’acidità ed esplica un’azione stimolante sul metabolismo dei grassi. Per questo è anche un ottimo alleato nelle cure detossinanti e nelle diete dimagranti e anti cellulite.
L’aceto di mele allevia le infiammazioni e favorisce la digestione, nutre la flora batterica, riattiva la peristalsi (grazie alla pectina) e contrasta il colesterolo alto. Esplica un’azione detossinante su fegato e intestino, ed è blandamente lassativo.
All’aceto di mele, oltre all’attività depurativa, si riconosce anche una potente azione rimineralizzante, che lo rende simile a un potente integratore salino: contiene infatti una modesta quantità di potassio, tracce di fosforo, calcio, ferro e magnesio, rame.
Nell’aceto di mele di qualità si possono trovare anche alcuni amminoacidi e antiossidanti.
Studi mostrano che inibisce la crescita di batteri come l’Escherichia Coli, che crescono nel cibo e li elimina.
L’aceto ha dimostrato di avere numerosi benefici per le funzioni dell’insulina e i livelli di zuccheri nel sangue: migliora la sensibilità all’insulina durante i pasti ad alto contenuto di carboidrati e abbassa il glucosio nel sangue e la risposta dell’insulina.
L’aceto può aumentare il senso di sazietà, aiutare a mangiare meno e a perdere peso; in un pasto ad alto contenuto di carboidrati può aumentare il senso di pienezz.
L’aceto di mele contiene anche l’antiossidante acido clorogenico, che protegge le particelle di colesterolo LDL dall’ossidazione. Può abbassare i livelli di colesterolo e trigliceridi.

Ottimo per condire verdure e pietanze e bevuto diluito in acqua naturale.

venerdì 12 agosto 2016

LA PATATA E LE SUE PROPRIETA'

Questo TUBERO nasconde molte proprietà nutritive, per il suo contenuto di carboidrati complessi è un alimento da consumare con moderazione per i diabetici. Di aiuto invece per chi soffre di ipertensione per il suo contenuto di potassio, che è, inoltre, importante per contrastare la ritenzione idrica questo perché elimina l’acqua che non serve, ovvero quella in più nell’organismo. Il contentuo di vitamine è ben equilibrato. Vediamo le loro singole proprietà:
  • La vitamina B3 combatte la sensazione di fatica e di stanchezza portandola a scomparire proprio.
  • La B5 contribuisce ad un buon funzionamento a livello celebrale, aiuta ad assimilare anche certi prodotti per scopo alimentare.
  • La B6 lavora sugli zuccheri e migliora sia il sistema immunitario che quello nervoso.
  • Vitamina C contrasta i radicali liberi, migliora il sistema immunitario ecc.
  • Vitamina K è un anticoagulante e inoltre a effetti benefici su varie parti del corpo come le ossa ad esempio.
  • Vitamina J si tratta della colina una sostanza molto importante per l’organismo e per il fegato.
Ma gli utilizzi sono molti, ad esempio è molto utile per la gastrite o alcuni tipi di dolori addominali.
In questo tipo di alimento si cela una determinata sostanza, denominata solanina, che se presente nel corpo in dosi massicce si può rivelare molto dannosa, questo perché è una sostanza tossica.

martedì 9 agosto 2016

ARANCIO COME .......CAROTA

SVELIAMO ALCUNE CURIOSITA' DI QUESTA RADICE.
Quando si compra un mazzo di carote fresche la parte verde va sempre tagliata o succhierà le vitamine della radice.
Le carote esistono di tanti colori: gialle, rosse, bianche arancioni, nere e viola; al tempo in cui le carote, probabilmente, venivano coltivate in Egitto erano viola, il colore arancione si ottenne in Olanda grazie ad alcune mutazioni genetiche. Gli olandesi decisero di ottenere solo carote arancioni per omaggiare gli Orange, ovvero i regnanti.


giovedì 21 luglio 2016

SEMI DI CHIA: PICCOLI MA POTENTI


I semi di chia sono ricavati da una specie vegetale, la Salvia hispanica, molto diffusa ed utilizzata in Centro e Sud America. Tra le proprietà nutrizionali a stupire è soprattutto il loro contenuto di calcio e la presenza particolarmente bilanciata all'interno di essi di acidi grassi essenziali omega3 e omega6. Il contenuto di calcio rende i semi di chia una delle fonti vegetali principali di tale minerale, insieme ai semi di sesamo.
Ricchi di proteine, Omega-3, fibre e molecole ad azione antiossidante, i semi di chia sono l’alleato perfetto per mantenersi in salute e inoltre ci aiutano nella lotta contro il diabete, patologie cardiovascolari e cancro

Leggi tutto su: http://www.viversano.net/alimentazione/mangiare-sano/semi-di-chia-proprieta/
Ricchi di proteine, fibre e molecole ad azione antiossidante, i semi di chia sono l’alleato perfetto per mantenersi in salute e inoltre ci aiutano nella lotta contro il diabete, patologie cardiovascolari e cancro.




Ricchi di proteine, Omega-3, fibre e molecole ad azione antiossidante, i semi di chia sono l’alleato perfetto per mantenersi in salute e inoltre ci aiutano nella lotta contro il diabete, patologie cardiovascolari e cancro

Leggi tutto su: http://www.viversano.net/alimentazione/mangiare-sano/semi-di-chia-proprieta/
Semi di chia: piccolo ma potente

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 Semi di chia: piccolo ma potente

Semi di chia: piccolo ma potente

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martedì 5 luglio 2016

LA DIETA ANTI-DIABETE E' MEDITERRANEA


La dieta mediterranea non è solo cardioprotettiva, è anche anti-infiammatoria e ringiovanisce le arterie favorendo il ricambio delle cellule che le rivestono internamente.
Nella gestione del diabete si parla di vera è propria terapia, o meglio di dietoterapia. Questo vuol dire modificare le abitudini alimentari, adottando scelte adeguate dei nutrienti in termini qualitativi e quantitativi, integrandole con cambiamenti dello stile di vita e promozione dell’attività fisica
Qualunque sia il tipo di diabete e il trattamento farmacologico prescritto, la persona con diabete deve assumere alimenti simili, per composizione e quantità, a quelli consigliati alla popolazione generale per mantenere un buono stato di salute: la dieta deve essere equilibrata.
Per domare la glicemia evitando picchi dopo i pasti è consigliato invertire l'ordine delle portate, mentre i più conservatori potranno cominciare con un antipasto 'carbo-free' (qualche scaglia di grana o un'entrée a base di uova sode) e, solo dopo, passare allo spaghetto. 
Iniziare con un antipasto a base di proteine e lipidi migliora sensibilmente la tolleranza a un successivo pasto ricco di glucidi.  
Il pasto ideale per un diabetico è pasta e fagioli o pasta e ceci. Importantissima la fibra, che fa assorbire meno grassi e zuccheri e fa rallentare lo svuotamento gastrico: quindi alimenti integrali e verdura a foglia, come bieta, spinaci, radicchio, cicoria; ortaggi a radice, come carote, rape e barbabietole, ma anche carciofi e pomodori.
Evitare i picchi iperglicemici della prima o seconda ora dopo i pasti perchè danneggiano i vasi con un meccanismo di stress ossidativo e infiammazione. 

(Fonte Congresso nazionale della Società italiana di diabetologia di Rimini)

lunedì 4 luglio 2016

LUPINI E DIABETE

I lupini sono dei legumi facili da digerire, aiutano a metabolizzare i grassi e sono una riserva di energia inesauribile dal potere saziante.
Sono ricchi di vitamina A, B, C, Omega-3 e Omega-6 e moltissimi minerali tra cui zinco, ferro, calcio potassio e manganese.
E' un sostituto eccellente per chi è vegetariano o vuole iniziare a seguire una dieta vegana in quanto ricchi di tiamina, acido folico (vitamina B9), proteine in quantità simile a quella della carne.
L'elevata presenza di fibre aiuta nei problemi di stipsi. Il triptofano in essi contenuto invece sembra agisca positivamente in caso di diabete di tipo 2.

Il consumo di lupini è associato con un minor rischio di sviluppare sovrappeso, obesità, diabete e disturbi cardiovascolari grazie alle sue proprietà ipoglicemizzanti, ipocolesterolemizzanti e ipotensive.
La porzione consigliata è  tra i 50 g e i 100 g a seconda dell’uso come snack allo spuntino o come “carne dei vegetariani” ai pasti.

Si consiglia un consumo dalle 2 alle 4 porzioni settimanali di legumi ma tale consumo può arrivare ad essere quotidiano in chi voglia avere un regime più vegetariano.

 

 

Polpette di lupini

Burger con farina di lupini 

                    

 

                                        

 



I lupini sono un legume facile da digerire. Aiutano a metabolizzare i grassi, i carboidrati e le proteine. Una riserva inesauribile di energia, capace di saziare e di affrontare con più serenità i problemi quotidiani.

Leggi tutto su: http://www.viversano.net/alimentazione/mangiare-sano/lupini-proprieta/
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