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sabato 23 luglio 2016

IL TOFU: FORMAGGIO VEG



Soprannominato formaggio di soia, il tofu è un prodotto ottenuto dalla trasformazione e lavorazione dei semi di soia gialla. La preparazione permette di distinguere due tipi di tofu: quello fresco e quello conservato, più stagionato e quindi con conservazione più lunga.
L’origine del tofu è orientale, sembra che sia stato inventato da un monaco taoista nel 160 a.C. e da quel momento è diventato un ingrediente tipico della cucina cinese e giapponese.
Viene utilizzato e sostituito al posto del formaggio visto che la consistenza, la preparazione e l’aspetto sono molto simili al formaggio di origine animale.
l vantaggio del tofu è che non contiene colesterolo e la percentuale di grassi è molto ridotta a confronto del formaggio comune. In questo modo è possibile prevenire la ipercolesterolimia e le conseguenze che comporta, oltre a riequilibrare grazie ai grassi polinsaturi le concentrazioni lipidiche del sangue. 
Il tofu è leggero, con poche calorie, anche se è in compenso ricco di molte vitamine (D, B1, B2, B3 e sembra persino B12) e sali minerali quali calcio, ferro, fosforo, potassio e i preziosi Omega 3.
Non contiene lattosio e le proteine vegetali includono i 10 aminoacidi essenziali. Inoltre vi sono i flavonoidi, sostanze vegetali utili come antiossidanti del corpo che servono a combattere i radicali liberi.
L’uso del tofu è consigliato in una o 2 porzioni (100gr) a settimana soprattutto nelle diete vegetariane e vegane: infatti, essendo comunque un derivato della soia gialla, un consumo troppo elevato è sconsigliato.

giovedì 21 luglio 2016

CECI LENTICCHIE E FAGIOLI: UN TOCCASANA

Gli aspetti nutrizionali dei legumi sono diversi. Sono molto energetici, in quanto hanno un notevole apportano glucidico, di fibre e proteine. A ciò si aggiungono sali minerali, quali Potassio, Fosforo e Ferro e Vitamine B1, Niacina, Biotina (vit H) e Acido Folico. 


 

Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/alimentazione/funzioni-legumi.html









lunedì 4 luglio 2016

MELONE GIALLO OTTIMO A COLAZIONE

Il melone contiene una percentuale elevata d'acqua, regala una sensazione di freschezza e di sollievo dalla calura estiva. E' utile per depurare i reni e contro il bruciore di stomaco. Ricco di vitamine (C, A e B), sali minerali e di carotenoidi.
E' una fonte naturale di energia, non soltanto per il suo contenuto di zuccheri naturali, ma anche per il suo apporto di vitamina B
Il melone contiene anche un agente anticoagulante, che rende il sangue maggiormente fluido, riducendo il rischio di infarto e ictus.
Allora sbizzarritevi a consumarlo crudo, come antipasto, come dessert in macedonie e frullati, a colazione o a merenda  Ottimo anche nei risotti.


mercoledì 22 giugno 2016

La professione di Biologo nutrizionista



“Con riferimento al tema della competenza del biologo a elaborare diete, si osserva che questa competenza è espressamente riconosciuta dalla legge e anzi si può aggiungere che per il biologo esiste una precisa norma giuridica di rango legislativo, che riconosce la sua competenza a valutare i bisogni nutritivi e, quindi, a elaborare le conseguenti diete.”


L’art. 3 della legge 24.5.1967, n. 396 afferma testualmente che formano oggetto della professione di biologo le attività di “valutazione dei bisogni nutritivi ed energetici dell’uomo”. Del resto la stessa giurisprudenza amministrativa ha confermato che, oltre alla legge, costituisce fondamento delle competenze del biologo il decreto del Ministero di Grazia e Giustizia n. 362/93. Il decreto attribuisce ai biologi la “determinazione della dieta ottimale individuale in relazione ad accertate condizioni fisio-patologiche…la determinazione delle diete ottimali per mense aziendali, collettività, gruppi sportivi, ecc., in relazione alla loro composizione ed alle caratteristiche dei soggetti (età, sesso, tipo di attività)… la determinazione di diete speciali per particolari condizioni patologiche in ospedali, nosocomi…” (v. Cons. Stato, sez. V, 16.11.2005, n. 6394, in Foro Amm. Cons. St. 2005, 3305). Applicando poi i principi sanciti dalla Corte di Cassazione, l’obbligo che incombe al biologo è ovviamente quello di non qualificarsi come medico, e, quindi, di non effettuare diagnosi mediche e di non prescrivere farmaci (in tal senso Cass. Pen. 04.05.2005 n. 16626).

L’art. 3 della Legge 396/67 e il Decreto Ministeriale 22 luglio 1993, n. 362 (Tariffario professionale) consentono al biologo di elaborare diete ottimali. Tali diete possono essere rivolte a tutta l’utenza in condizioni fisiologiche. Se invece il cliente presume di essere affetto da una qualche patologia e vorrebbe dal biologo consigli alimentari per curarla, il biologo lo rinvierà al medico perché accerti, con le sue competenze, se il soggetto è affetto da una qualche patologia e solo dopo questo accertamento potrà determinare ed elaborare una dieta che consenta, unitamente ai farmaci consigliati dal medico, il recupero dello stato di benessere. […] Il Consiglio Superiore di Sanità ha reso due pareri in merito alle competenze del biologo in materia di nutrizione. In premessa, il Consiglio ha precisato testualmente che “in riferimento al biologo il Consiglio di Stato con la sentenza n.6394/05 ha affermato …che le competenze del biologo in campo nutrizionale afferiscono ad una serie di atti e attività, fra le quali: in funzione dei fabbisogni nutritivi e in funzione delle intolleranze alimentari, l’elaborazione di diete destinate sia a soggetti sani sia a soggetti cui è stata destinata una patologia; l’indicazione di integratori/supplementi alimentari e altri prodotti dietetici di libera vendita” (Parere del Cons. Sup. Sanità del 15/12/2009, pag.2), concludendo poi che “il biologo può autonomamente elaborare profili nutrizionali al fine di proporre alla persona che ne fa richiesta un miglioramento del proprio benessere, quale orientamento nutrizionale, finalizzato al miglioramento dello stato di salute”                
                                          (Parere del Cons. Sup. Sanità del 12/04/2011).